Chissà perché nei sogni la mia abitazione è sempre quella dei miei nonni materni, quella che frequentavo spesso nella mia prima infanzia, qualsiasi sia la mia età temporale nel sogno. Ora la grande casa contadina, di tipo patriarcale... dove potevano alloggiare più famiglie, non esiste più. Ma la nostalgia dei campi di cocomero e di granturco non l'ho mai avuta, anzi: mi trovavo molto più a mio agio nella città. Lì l'abitazione fa da centro del proprio Ego, perchè è molto più difficile uscire se non hai impegni. Eppure, per me, ciò che fa bella un'abitazione e ciò che hai intorno, e col tempo ho imparato che più la casa è grande e più si rischia di sentirsi soli, se non hai persone che la possano riempire. Adesso vivo in un piccolo appartamento, per mia volontà non molto ospitale, in quanto il mio baricentro dev'essere fuori tra la gente e non tra le pareti casalinghe avvolte dal mio inconscio... ma le lucciole e i ricci ogni tanto vengono a trovarmi entrando dal giardino
La casa è il luogo entro il quale ci rifugiamo per paura del mondo che è fuori di noi. (C. Zavattini)
Il grattacielo deve essere in ogni suo minuto dettaglio, una cosa fiera ed altera, che sembra elevarsi verso l'alto per la semplice meraviglia di essere un fatto unitario, dall'alto in basso, senza la minima dissonanza. (L. Sullivan)
La casa è l'epidermide del corpo umano. (F. Kiesler)
Quando si dispongono mobili ed oggetti nel soggiorno non si compone mai un gesto innocente. Si sta costruendo un sistema di segnali dai quali i visitatori dovranno capire che cultura possediamo, che reddito, come sappiamo informarci e tenerci informati, addirittura quello che pensiamo in merito alle relazioni sociali. (M. Rak)
Chi non ha mai visto certi disegni di bambini dove la casa assume una fisionomia umana: gli occhi sono le finestre, il naso la porta, la bocca la soglia? La casa è una persona umana e questa personificazione procura una sicurezza fondamentale. (J.P. Raison)
Lo speculatore edilizio si profila, oggi, come il più irrudicibile nemico: è lui che manipola a proprio profitto l'enorme muraglia del tessuto urbano, contro il futuro della specie. Egli usurpa la quantità per por fine alla qualità. La vita è sopraffatta, diviene clandestina, scorre sotto il malsano trionfo della produzione quantitativa, di massa: l'arroganza dell'autorità s'industria di sostituire il denaro alle idee. (F.L. Wright)
L'arredamento della nostra casa diventa il teatro della vita privata, quella scena dove ogni stanza permette il cambiamento, la dinamica degli atteggiamenti e delle situazioni: è la casa palcoscenico. Che poi la nostra vita sia una cosa vera, mentre il teatro ne rappresenta la finzione, sta a noi deciderlo: resta il fatto che una cosa concepita con questo progetto rende protagonisti i suoi abitanti. (A. Mendini)
La crisi dell'abitazione non consiste nella mancanza di alloggi, ma risiede nel fatto che i mortali sono sempre alla ricerca dell'essenza dell'abitazione e che devono prima di tutto imparare ad abitare. (M. Heidegger)
In nessuna parte di terra mi posso accasare /.../ Cerco un paese innocente. (G. Ungaretti)
L'ho proferita in pietre asciutte, la mia casa, perché i gattini ci nascano, nella mia casa; perché i sorci ci si trovino, nella mia casa; perché i piccioni vi s'nfilino, la controra vi crogioli, quando i gran soli vi ammiccano nei cantucci. Perché i bimbi vi giochino con nessuno, voglio dir col vento caldo, con gli ippocastani. Per questo non c'è tetto sulla mia casa, né tu né io nella mia casa, né schiavi, né padroni, né ragioni, né statue, né palpebre, né paura, né armi, né lacrime, né religione, né alberi, nè spesse mura, né altro, se non per ridere. Per questo è così ben costruita la mia casa. (A. Frénaud)
Nelle case non c'è niente di buono: appena una porta si chiude dietro a un uomo succede qualcosa di strano, non c'è niente da fare, è fatale, quell'uomo comincia ad ammuffire. Basta una chiave che chiuda la porta d'ingresso che non sei già più come prima e ti senti depresso. La chiave tremenda, appena si gira la chiave siamo dentro a una stanza: si mangia, si dorme, si beve. /.../ Perché il giudizio universale non passa per le case, in casa non si sentono le trombe, in casa ti allontani dalla vita, dalla lotta, dal dolore, dalle bombe. (G. Gaber)
Il letto è il campo dello spirito liberato dal peso. Bisogna essere distesi per vedere il cielo. (P. Morandi)