Antico - Moderno

 

L'antico mi provoca rispetto, ma anche un piccolo senso di nostalgia, forse dovuta al mito del passato felice. Un mito, questo, non creato da noi, ma addirittura presente dai tempi degli antichi greci. Ma non  tutto ciò che è antico ha necessariamente valore, e pur con tutta l'ammirazione possibile per le cose tramandatoci, molte situazioni erano peggiori di adesso nelle epoche passate: il rispetto per il "diverso", il valore della vita umana, la considerazione delle donne... Tutte cose che ai quei tempi avevano pochissimo senso. E poi, nel mondo moderno è tutto così complicato, veloce e difficile, che non riuscirei a comprendere il perché i moderni possano sentirsi inferiori agli antichi.

 

La più importante delle trasgressioni moderne è la capacità di provare sentimenti. (R. Barthes)

Una frase sola basta a definire l'uomo moderno: fornicò e lesse i giornali. (A. Camus)

Il dibattito tra i moderni e i difensori degli antichi si lascia superare, in definitiva, dalla semplice avanzata della storia. Perché col tempo gli stessi moderni finiscono per diventare antichi e gli altri, i nuovi arrivati, assumono il ruolo di moderni: ciò costringe alla constatazione che questa evoluzione si riproduce con la regolarità di un ciclo naturale. (H.R. Jauss)

Non siamo impotenti noi, pallide pietre. Non tutto il nostro potere si è dissolto. (E.A. Poe)

L'antico ha una sua storia che sempre ci sfugge dalle mani, perché essa si trasforma e rinnova a mano a mano che si sposta il luogo e il tempo da cui ad essa guardiamo: l'utopia del passato /.../ è un miraggio che balena e si disfa ma non muore. (C. De Seta)

Il nuovo non è bello, il bello non è nuovo. (J.H. Vass)

Noi chiediamo ai racconti di mitologia di fornirci una immagine rassicurante di ciò che eravamo, per superare l'inquietudine, l'incertezza che offuscano l'orizzonte dei nostri valori e delle nostre credenze. (M. Detienne)

Modernità è essere antico, come l'estrema giovinezza delle foglie che tornano sui rami. (T. Richelmy)

Senza lacrime come foglie secche, con gli steli sigillati dal deserto, abbiamo perso le verdi speranze di sentieri naturali. Le loro tracce sono più verdi, loro che violano le antiche riserve con rotaie d'acciaio e strutture di ferro. (W. Soyinka)

Il moderno invecchia, il vecchio torna di moda. (L. Longanesi)

C'era una volta il classico. Archivio delle forme belle, infanzia felice dell'umanità, archeologia implicante una teleologia, territorio della nostalgia per l'intellettuale europeo in quanto tempo della trasparenza e dell'efficacia perdute. (M. Vegetti)

C'è da chiedersi come hanno fatto gli antichi che non avevano gli antichi. (E. Delacroix)

Cercate di prendere esempio da quelle mogli di Atene. Che soffron per i loro mariti, potere e forza di Atene. Quando essi partono soldati
intessono lunghi teli ricamati per settimane, e quando tornano affamati di baci con violenza strappati e carezze oscene. (E. Finardi)

 
Quell'antica e si famosa opinione del secol d'oro, della perduta felicità di quel tempo, dove i costumi erano semplicissimi e rozzissimi, e non pertanto gli uomini fortunatissimi, di quel tempo, dove i soli cibi erano quelli che dava la natura, le ghiande le quali fuggendo tutto 'l mondo onora, ec. ec. quest'opinione sì celebre presso gli antichi e i moderni poeti, ed anche fuor della poesia, non può ella molto bene servire a conferma del mio sistema, a dimostrare l'antichissima tradizione di una degenerazione dell'uomo, di una felicità perduta dal genere umano, e felicità non consistente in altro che in uno stato di natura, e simile a quello delle bestie, e non goduta in altro tempo che nel primitivo, e in quello che precedette i cominciamenti della civilizzazione, anzi le prime alterazioni della natura umana derivate dalla società? (G. Leopardi)

Studiare l'antico con gli occhi della ragione; piuttosto che, come accade con troppa frequenza, soffocare quest'ultima con l'autorità dell'antico. (M. Durand)

Dalla Grecia abbiamo ereditato tutta una serie di strutture categoriche e di riferimenti razionali. C'è poi quel blocco del monoteismo ebraico che si è incrociato con la tradizione speculativa greca, ma tutto questo senza che le due parti siano mai riuscite a comprendersi veramente. Questa biforcazione nella storia dell'Occidente riemerge costantemente. L'idea, ad esempio, di rivoluzione, di progresso o di sviluppo della scienza, irrompe nel mondo moderno non come continuità con la radice greca, ma in nome dell'idea di futuro, di riscatto finale, di trasformazione del mondo tipica del mondo ebraico. (S. Quinzio)

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! /.../ Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. (F. T. Marinetti)

Chi dice tradizione dice eredità accumulata nel corso di milioni di anni da un popolo, e chi dice modernismo dice gusto, o qualche volta mania, di quel che è attuale. Io non penso che tutto ciò che è moderno sia sempre un progresso assoluto rispetto ai costumi trasmessi di generazione in generazione fino a noi. (Ba Hampaté Amadou)

Tutto ciò che vive, nasce si trasforma e muore; perciò l'uomo deve passare attraverso questi stadi assecondando questi mutamenti e diventando diverso col liberarsi dal sentimentalismo e dai tabù. (C. Renoir)

Mi pare che nel troppo curato, nel troppo perfetto vi sia quasi un'ombra di volgarità, e che nelle cose usate, logore, leggermente muffite, polverose, cenciose ci sia un certo charme, una familiarità tenera e affettuosa. (B. Berenson)

L'antichità è molto vicina, è tutta completamente in noi, il ciclo culturale non è ancora concluso. (G. Benn)

Il post-moderno consiste nel riconoscere che il passato, visto che non può essere distrutto, perché la sua distruzione porta al silenzio, deve essere rivisitato: con ironia, in modo non innocente. (U. Eco)

 

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