Il viaggio sta nella natura dell'uomo, nella struttura più arcaica del suo dna. Altrimenti, come avrebbe fatto da una stretta valle africana a occupare il mondo intero? E agli albori della civiltà, il nomadismo non era forse la regola? Lo stanziamento è avvenuto con la scoperta dell'agricoltura e il conseguente bisogno della territorialità, cose recentissime se rapportate alla storia della razza umana.
Più che altro mi piace partire: gli itinerari mi affascinano mentre i punti di arrivo fungono solo da corollario. Non mi recherei mai due volte nello stesso posto e non farei mai un programma: mentre viaggio le mie mete possono cambiare di continuo in base all'ispirazione del momento. E non sopporto il turismo: gli alberghi a quattro stelle sono assolutamente identici in tutto il mondo, e di immagini di posti lontani se ne possono trovare a iosa. A che pro, essere aggregati a un gruppo e fare il turista? Circondato da persone magari vicine di casa, comunque del tutto simili a te, e con magari qualche organizzatore che ti impone cosa e in che modo il fare? No... mi era capitato una volta, ma ero giovane e inesperto. Non lo rifarò proprio più.
Sole, splendimi fin dentro al cuore. Vento, caccia via sentieri e pene. Non v'è diletto maggiore, che andar vagando sconfinatamente. (H. Hesse)
Fare l'avventuriero /.../ una professione che trasforma la vita in una specie di eterno fidanzamento. (R. Musil)
La testa è amica del piede. E entrambi di lune e di maree. (Anonimo inglese, XIX secolo)
"Dove vai, Signore?" "Non lo so - risposi- pur che sia via di qua, soltanto così posso raggiungere la meta." "Dunque sai qual è la tua meta?" - osservò -, "Sì - risposi - te l'ho detto. Via di qua, ecco, la mia meta". "Non hai provviste con te?" - disse /.../ "Non ne ho bisogno, - risposi - il viaggio è così lungo che dovrò morir di fame se non trovo nulla per via. Nessuna provvista mi può salvare. Per fortuna è un viaggio veramente straordinario. (F. Kafka)
Ero un giovane scrittore e volevo andarmene. Da qualche parte davanti a me sapevo che ci sarebbero state ragazze, visioni, tutto; da qualche parte la perla mi sarebbe stata consegnata. (J. Kerouac)
Siediti e, meditando, viaggia: è bello percorrere il mondo senza stancarsi i piedi. (B. Afzel)
Il turismo è l'arte della delusione. (R.L. Stevenson)
A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco. (M. de Montaigne)
Almeno potercene andare, far la libera fame, rispondere no a una vita che adopera amore e pietà, la famiglia, il pezzetto di terra, a legarci le mani. (C. Pavese)
L'uomo superiore sa mutarsi. L'uomo libero si strappa dal comune e cavalca le nubi senza redini. Corre con il vento senza piedi. /.../ L'ampio firmamento è il suo tetto. /.../ I nove soli lo illuminano. (Zhong-chang Tong)
Probabilmente è giusto per gli essere umani vivere come nomadi ed è contro natura avere un focolare sempre nello stesso posto. Ci si sente veramente liberi quando si può camminare dove si vuole attraverso le pianure, raggiungere il fiume al tramonto, montare la tenda, e l'indomani dormire sotto altre piante. (K. Blixen)
Quel che ci si può attendere da noi è di andare il più lontano possibile e non di arrivare in qualche luogo. (G. Bataille)
Le strade non portano a nessuna meta: tutte terminano in noi. (J. Hierro)
Andavo via da un giorno all'altro senza ragione, spinto da quell'inquietudine che mi rodeva il cuore per portarmi passo dopo passo alla solitudine. (S. Terra)
Un viaggio di mille miglia deve cominciare da un passo. (Lao-tzu)
L'unica condizione che rende ammissibile il viaggio è che il viaggio sia fine a se stesso. Che Ulisse vaghi ma senza approdare a Itaca. (R. La Capria)
Il turismo, ideato per liberare i suoi seguaci dalla società, prese la società in viaggio con sé. Da allora sulle facce dei compagni di viaggio, si poté leggere ciò che si voleva dimenticare. Si lasciava dietro la società, portando dietro la sua immagine speculare. (H.M. Enzensberger)
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. E ci si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima. (G.K. Chesterton)
Un giorno me ne andrò, per essere libero, e lasciare agli sterili la loro sicura sterilità. Senza lasciare recapito partirò, e attraverserò un arido deserto per scaricarvi il mondo. Poi andrò qua e là, leggero. Come un Atlante disoccupato. (J. Kavanaugh)
La mia fede nella dignità umana affonda le sue radici nella convinzione che l'uomo su questa terra è per prima cosa soprattutto un vagabondo, e non un soldato ubbidiente, disciplinato, irreggimentato. Probabilmente il vagabondo è perciò il tipo umano più glorioso, mentre il soldato rappresenta la manifestazione umana più bassa. /.../ In quest'epoca, nella quale la democrazia e la libertà individuale vengono continuamente minacciate, presumibilmente il vagabondo resterà l'ultimo e il più sensibile nemico delle dittature, il campione della dignità umana, l'estremo resistente. La civiltà moderna confida esclusivamente su di lui. (Lin-Yu-t'ang)
Esiste non so dove, un bellissimo paese: "altrove". (L. Carelli)
Correre l'avventura significa rompere la trama noiosa dei giorni, ma poi verificare se questa rottura non solo valesse la pena, ma fosse autorizzata dalla ragione. (G. Contini)
L'inconveniente di un viaggio troppo bene preordinato, è quello di non lasciare sufficiente spazio all'avventura. (A. Gide)
I nomadi sono stati il grande motore della storia se non altro perché i grandi monoteismi erano affiorati, nessuno escluso, dal mondo pastorale. (B. Chatwin)
La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. (F. Pessoa)
C'è qualcuno che accetti di andare, nell'estate prossima, da Pechino a Parigi in automobile? Sarebbe la più gigantesca prova di resistenza mai affrontata da veicoli a motore, su un percorso di 16 mila chilometri. (Le Monde, 31 gennaio 1907)
Nomadi che cercano gli angoli della tranquillità nelle nebbie del nord e nei tumulti delle civiltà, tra i chiari scuri e la monotonia dei giorni che passano. Camminatore che vai cercando la pace al crepuscolo: la troverai alla fine della strada. /.../ I viandanti vanno in cerca di ospitalità nei villaggi assolati e nei bassifondi dell'immensità, e si addormentano sopra i guanciali della terra. Forestiero che cerchi la dimensione insondabile: la troverai, fuori città, alla fine della strada. (F. Battiato)
Con il nome di Nostro Signore sono di partenza per scoprire più isole e terre ferme di quelle delle Indie come le vostre altezze mi ordinarono. Io parto con tre caravelle. (C. Colombo)
Ho sperimentato due oceani e due continenti: mi sento quasi come il globo, non c'è più posto dove andare. Solo stelle. E brillano. (J. Brodsky)
I viaggi potranno darti conoscenza di popoli, rilevare nuovi profili di monti, estensioni mai viste di pianure e valli fecondati da fiumi perenni. Non ti renderanno, però, né migliore né più saggio. (Seneca)
Amara scienza si ricava dal viaggio! Il mondo, piccolo, monotono, oggi come ieri e come domani e sempre, ci mostra l'immagine nostra: un'oasi d'orrore posta in mezzo a un deserto di tedio. (Ch. Baudelaire)
Appena fui sulla strada soleggiata mi sentii in una disposizione d'animo avventurosa e romantica, che mi rese felice. Il mondo mattutino che mi si stendeva davanti mi appariva come se lo vedessi per la prima volta. Tutto ciò che scorgevo mi dava l'impressione piacevole di affettuosità, di bontà, di gioventù. (R. Walser)
La geografia non risolve i problemi: hai un bel correre di qua e di là; uno i problemi se li porta dietro, se li porta dentro. (J. Zoroder)
E siamo noi a far bella la luna, con la nostra vita coperta di stracci e di sassi di vetro. Quella vita che gli altri ci respingono indietro come un insulto, come un ragno nella stanza. Ma riprendiamola in mano, riprendiamola intera, riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l'abbondanza /.../ Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l'amore e rotolarsi per terra. Ho visto anche degli zingari felici in Piazza Maggiore ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra. (C. Lolli)
Bisogna riconoscere che oggi il viaggio inteso come esperienza di vita non esiste più. Il viaggio d'oggi si potrebbe definire come il celere trasporto di corpi umani da un punto all'altro del mondo: può essere compiuto in aereo o in treno rapido, ma per esso vige sempre il criterio della rapidità. Bisogna che il carico umano, la merce umana sia portata in fretta a destinazione. (E. Montale)
Questa è la tua prima luna che vedi fuori di casa sapendo di non ritornare. Oggi sei uscito, e ti sei domandato: ma dove sto andando e che cosa farò. Sei finito in un prato mangiando una mela comprata passando dal centro, dove i tuoi amici parlavano ancora di donne e di moto. E tu ti fumavi la gioia di essere riuscito a fuggire di casa portandoti dietro soltanto la voglia di non tornare /.../ Non puoi ritornare: vuoi amare più gente, vuoi vivere in mezzo alla gente. E mentre dormi su un prato, sentendo un po' freddo, con dentro la voglia di piangere forte, tu vedi passare una macchina verde della polizia. Non ti vedono neanche. Li senti andar via. Capisci di colpo che il loro discorso è diverso dal tuo. (C. Rocchi)
Amo il vento, l'aria, lo spazio, e vado non so dove, fervido e folle cuore, nell'aria che riluce e nel vento che passa. (E. Verhaeren)
Cerca una maglia rotta nella rete che ci stringe, tu balza fuori, fuggi! (E. Montale)
Mi stupisco di chi vive dove sopporta ingiustizie, mentre la terra che Dio creò ha larghissimi spazi. (Mille e una notte)