L'uomo è un animale sociale. In realtà la razza umana non avrebbe avuta nessuna possibilità di sopravvivenza se non fosse stato così. Col progredire della civiltà il bisogno "collettivo" si è andando ampliando, passando dalla tribù, ai clan, ai popoli, alle nazioni. Nel mondo d'oggi si può affermare che la collettività in quanto tale, divenendo globale, porta sempre più ad un sentimento di individualità esasperata basata sul valore speculativo del "dare" e "avere". Si può quindi quasi affermare che la "legge di mercato" sta soppiantando il bisogno "sociale" dell'individuo, che se da una parte si trova quasi in costrizione con le regole della società, dall'altra cerca inconsciamente un identità collettiva che viene spesso delusa o surrogata.
Considerata la fragilità del corpo umano, sono necessarie quasi infinite cose per nutrirlo, augumentarlo e conservarlo, alla preparazione delle quali si richiedono molte arti, le quali saria impossibile, o molto difficile, che si potessino avere tutte insieme da un uomo solo; è stato necessario che gli uomini vivano insieme, acciocché uno aiuti l'altro. (G. Savonarola)
La comunità ha il suo fondamento ultimo nell'idea di persona; i valori supremi non sono quelli della comunità, ma quelli della persona. (M. Scheler)
Gli uomini hanno un istinto /.../ per far gregge insieme e combattere con altri greggi /.../ istinto che sottintende alla formazione di tutte le divisioni e suddivisioni /.../ che sorgono in seno a una data società ed è occasione di scontri morali e spesso fisici. (G. Mosca)
L'unione di tutti deve appoggiare sull'indipendenza del singolo. Allora si possono stimolare reciprocamente, in maniera vitale e duratura, senza che uno predomini o faccia torto all'altro. (L. von Ranke)
Nessuno può agire con efficacia se non agisce di concerto, non può agire di concerto se non agisce con fiducia; non può agire con fiducia se non è legato agli altri da opinioni comuni, affetti comuni e interessi comuni. (E. Burke)
Più l'espressione umana si avvicina a una forma arcaica di comunicazione, più e contagioso il significato che essa trasmette /.../ Il contagio mentale è il risultato di una spinta indietro, un mutuo tuffarsi nelle reminescenze, nelle regressioni e nell'infantilismo /.../ I suoni e i ritmi contagiosi moderni uniscono gli ascoltatori in un arcaico sogno collettivo e li seducono fino a primordiali profondità. (J.A. Meerloo)
Ogni vita, con la sua intenzionalità, penetra intenzionalmente nella vita degli altri, e tutti, in modi diversi, vicini e remoti, sono intrecciati nella comunità della vita. (E. Husserl)
L'antagonismo fra gli interessi dell'individuo e quelli della società esiste soltanto in una società malata. (A.H. Maslow)
Noi anche ad ogni cuoca insegneremo a dirigere lo stato. (Lenin)
L'appartenenza è un'esigenza che si avverte a poco a poco, si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo. È quella forza che prepara al grande salto decisivo, che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti in cui ti senti ancora vivo. Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi. (G. Gaber)
Sebbene la tribù sia una forma relativamente primitiva di organizzazione sociale, essa possiede parecchie virtù che molti tipi di società più evoluta potrebbero invidiarle. Essa è compatibile con un alto ideale di libertà e di rispetto personale, e richiama un intenso spirito di lealtà e di devozione da parte del singolo verso la comunità e il suo capo. Di conseguenza il suo sviluppo morale e spirituale è assai spesso più evoluto della sua cultura materiale. L'ideale della tribù, per lo meno nei casi dei popoli pastori più guerrieri, è essenzialmente di tipo eroico. Di fatto, possiamo dire che tutte le grandi tradizioni eroiche ispiratrici di poesie epiche e di leggende nazionali /.../ debbono la loro esistenza a una cultura tribale. (Ch. Dawson)
I gruppi non hanno mai sete di verità. Vogliono illusioni: di queste non possono fare a meno. (G. Le Bon)
Non ho mai avuto occasione di notare il bene fatto da coloro che affermano di operare per il bene comune. (A. Smith)
Il vicinato genera solidarietà di diversa specie, ma rende anche diffidenti e suscettibili. La minima imprudenza, debolezza e disattenzione può rompere l'equilibrio sul quale poggia la vita di vicinato. È un rischio perenne. (J. Urzidil)
La vita collettiva è una sfera comoda in confronto con l'individuale, comoda fino alla dissolutezza; quello che la generazione collettivistica si augura, si concede e approva, sono le vacanze continuate del proprio io /.../ Questa gioventù ama il fatto per se stesso di perdersi nella massa, sottraendosi a ogni serietà di vita personale, senza preoccuparsi molto delle mete della marcia /.../ Lo scopo a cui si mira è l'ebbrezza, la liberazione dell'Io, dal pensiero, o più esattamente la liberazione dalla moralità e dalla razionalità in genere; anche dalla paura naturalmente, paura della vita, che spinge a stringersi collettivisticamente, a sentire un calore umano e a cantar forte; ecco tutt'al più il lato del fenomeno che può suscitare la nostra simpatia e la nostra pietosa comprensione. (Th. Mann)
Darwin ha osservato che gli animali il cui equipaggiamento difensivo è stato trascurato in un certo senso dalla natura si spostano sempre in branco /.../ In un certo senso, dunque, il sentimento comunitario è espressione di uno stato di debolezza fisica dal quale non può essere scisso. Nel caso degli essere umani, forse la condizione più importante che favorisce il sentimento sociale è stata la necessità di aiuto per il lento sviluppo degli infanti e dei fanciulli. Non vi è nessun essere in tutto il regno animale, se si esclude l'uomo, che venga al mondo con un tale bisogno di aiuto. (A. Adler)
Ogni 'bidonville' raccoglie individui e unità familiari 'devianti', che non vivono all'altezza delle norme in vigore nella nostra società: l'organizzazione del 'campo' permette loro di sussistere nonostante le loro deficienze. In questo senso, ma soltanto in esso, possiamo dire che il 'campo' (la bidonville) mantiene certe 'devianze', perché fornisce agli individui e alle famiglie una sicurezza che la società globale nega loro. (J. Labbens)
Il maggior pericolo non è la tendenza del collettivo a comprimere la persona, ma la tendenza della persona a precipitarsi, ad annegare nel collettivo. (S. Weil)
Chi ha vissuto e pensato, questi non può nella sua anima non disprezzare gli uomini. (A. Puskin)
C'è poco da discutere sulla possibilità di evitare il collettivismo. La sola questione è se esso debba essere fondato sulla collaborazione volontaria o sulla mitragliatrice. (G. Orwell)
Siamo angeli, con un'ala soltanto, e possiamo volare solo restando abbracciati. (L. De Crescenzo)
Gli uomini si incamminano insieme in vista di qualche vantaggio particolare, e allo scopo di procurarsi qualche oggetto necessario alla propria esistenza: e sembra che l'associazione politica sia stata originariamente creata in simile modo, in nome dei vantaggi generali che essa comporta. (Aristotele)
A fare una cosa tutti insieme /.../ l'effetto non è proporzionale alla somma numerica di quelli che vi concorrono: come una linea di due piedi genera una figura quadrupla e non doppia, nell'istesso modo forze agenti insieme esercitano in rapporto al numero un'azione maggiore che se prese singolarmente. (Aristotele)